... c'è sempre questa soggettività, non dello scienziato singolo, ma del soggetto umano che descrive il mondo, che rappresenta, selezionando, scegliendo, assegnando priorità, trascurando.
Del resto anche Galilei diceva che bisogna "diffalcare", eliminando i particolari che sono inessenziali: ma chi lo decide che sono inessenziali? Lo scienziato stesso.
....la scienza e le discipline che studiano la vita e la mente non possono prendere il metodo galileiano, newtoniano, che ha avuto così grandi successi nello studio della materia inerte, ed applicarlo pari pari allo studio della vita perchè cadono alcuni dei presupposti su cui si fondava.
Le scienze della vita e poi della mente sono scienze dei processi, successione di eventi,storie di circostanze che possono variare.
Tutto ciò che è conoscenza, bene immateriale, diventa merce, cioè si mette sul mercato.
C'è il tentativo di rendere illegale la conoscenza "peer to peer" ed applicare anche nel campo dei beni immateriali la logica stretta della proprietà privata e del profitto.
Una delle basi per un vivere civile dovrebbe essere quello di trattare le questioni bioetiche senza affermazioni di verità assolute.
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MARCELLO CINI - La scienza nell'era dell'economia della conoscenza (634.55 kB)

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